Ci sono persone di per loro affidabili che sai che, comunque vada, sono una garanzia. Conosco Ada da decenni, da quando aveva iniziato il suo percorso di giornalista con noi per poi spostarsi a Radio Radicale. Non si può certo dire che sia un campione di flessibilità – solo l’idea può suscitare ilarità diffuse in chi la conosce – ma sai che, se lei segue una cosa, si può stare tranquilli.
Conosce fra l’altro come pochi la situazione della ex Unione Sovietica anche se non ho mai appurato il perché abbia cominciato a occuparsene. Ormai è roba degli anni ‘80 credo e la cosa mi stupisce sempre, visto che, sicuramente per i miei limiti, quello è un mondo che non mi affascina per nulla.
La capacità di Ada di seguire e costruire un palinsesto particolare come quello di Radio Radicale, fatto di documenti integrali che ne rendono il ruolo unico nello scenario dei media italiani, è veramente notevole. Altra sua antica capacità non da poco, é saper fare squadra con chi lavora.
Con Alessio che da direttore deve gestire i rapporti esterni con estrema attenzione, l’affiatamento non a caso è notevole. Ada di fatto garantisce e presidia la difesa, consentendo ad Alessio di giocare in attacco e andare a fare quei gol che servono come il pane a questa radio che non a caso é considerata ormai universalmente un modello di servizio pubblico. Insomma sai che di Ada ti puoi fidare a occhi chiusi e non é roba da poco di questi tempi.
