Giornate di fatica perché arriva il freddo e la legna per il camino va recuperata. Ecco allora, grazie a un solido pick up indiano, gentilmente prestato da un amico, si va a recuperare la legna d’ulivo.
Il camino é una cosa cui se ti abitui é difficile rinunciare al di là della sua oggettiva funzionalità. C’è chi lo ha e non lo usa perché sporca o per altre ragioni, c’è chi non lo ha e lo sogna perché fa casa o per altre ragioni, c’è chi non la ha e non lo vuole, c’è chi lo ha e lo ama e il mondo si conferma bello perché è vario.
Io personalmente sono passato, dopo una vita in seconda categoria, da non moltissimo tempo all’ultima e ne sono contentissimo. Anna che ha sempre avuto camini fra i piedi dalla sua infanzia ne subisce meno il fascino un po’ meno. Il fuoco però ha indiscutibilmente un potere ipnotico. Guardarlo per me é assolutamente meglio oggi che guardare la TV, per varie ragioni.
Probabilmente poi abbiamo nel nostro DNA milioni di serate trascorse a vedere la fiamma di un fuoco, che non raramente salvava la vita da freddo o da fame. Questi dunque sono i giorni del camino, se piace o se si può. Fra l’altro la disposizione della legna é architettura unica e effimera, cosa complessa. Poi quando il camino ha preso e comincia a tirare, almeno a me, ricorda la vela quando prende il vento. Fenomeni che ogni volta hanno del miracolo per noi che non capiamo scienza e tecnica. Cattive letture, probabilmente.
