Logbook 389 – Un’arte preziosa per tutti

Mattina presto al Marina dorica, dove Ancona guarda a Venezia, alle spalle il gigante del Conero. Soffia vento di terra e fuori é previsto un po’ di mare da NO. Scendo per un salto ai bagni e al bar che é già aperto. Proprio davanti al bar vedo una bicicletta a tre ruote. Blu ma la sua era rossa e cinese e lui scorazzava a Traiano su e giù per tutto il lunghissimo porto mentre io gli correvo accanto, corteggiando un infarto.

Era la sua prima e finora ultima bicicletta, visto che il Montefeltro non offre molto come situazioni pianeggianti. La lasciammo lì quando da Traiano spostai la barca alla Darsena Romana, uno dei porti più antichi e più pieni di storia dell’intero Mediterraneo. Questa però é blu, forse anche lei cinese. Sembra di qualcuno che lavori qui ma a me viene in mente quella bicicletta rossa e quegli anni.

Non pensavo mai quando aveva tre o quattro anni – prima ancora neppure a parlarne – che avrebbe potuto usare una bicicletta sia pure a tre ruote. Invece ci si é divertito come un pazzo. Quando Maria Grazia gli regalò il suo primo iPod delle decine che poi ha avuto per il suo compleanno, anche allora rimasi perplesso e invece lo imparò a usare da subito e non ha mai smesso di farlo, anche se ormai trovarli è sempre più difficile.

In fondo la storia è tutta qui. Riuscire a non sottovalutare e al tempo stesso non sopravvalutare mai le persone è in fondo un’arte preziosa per tutti, un’arte difficile ma preziosa.

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