Ogni volta che mi accompagnava alla porta di casa, Andrea Camilleri, chiudeva la visita con un “stai-scrivendo”? vagamente inquisitorio e io rispondevo regolarmente con vaghezza. Il mio primo libro venne lui a presentarlo in una libreria di Via Nazionale e disse cose che chi c’era immagino non abbia dimenticato. Era più una prova di penna che un libro, dedicato com’era al mondo di chi va per mare con la sua barca, condito con molta ironia e qualche consiglio.
Dire che a Andrea il mare piaceva sarebbe una pallida idea della realtà. Il mare lo aveva dentro, sentiva il suo rumore anche a centinaia di chilometri e se, per la prima volta, la sua vista non lo avesse tradito, avrebbe fatto la carriera di ufficiale nella Marina italiana, a suo convinto dire. Il libro che scrissi quindi lo divertì molto e resta un suo testo in merito, sul web, molto bello. Ma il discorso finiva sempre con un romanzo che io non scrivevo, trovandomi alibi che poi esibivo al suo sguardo siciliano da sotto in su.
Poi scrissi il Muro ma lui non c’era più. Ora non voglio scaricare sulle sue spalle questo libro cui peraltro tengo molto. Chi lo ha letto se ne farà una idea anche perchè di quelli cui mi sarebbe piaciuto ascoltare il parere non ce ne sono più molti in giro, purtroppo. Dunque sabato a Porto Empedocle, nella rassegna “Un filo di fumo”, dedicata a Andrea, presento “Il Muro e il silenzio” su graditissimo invito di Vittorio Alessandro, antico amico di mare e non solo. Sarà dunque un qualche modo per rispondere a quei saluti inquisitori e minacciosi sulla porta di casa, anche se – come sempre in questi casi – si è fatto tardi.
Intervista ad Andrea Camilleri: https://youtu.be/zvhPRTsia1Q?si=hedKjPx48XyKKzB0