Auguri.

Così sono quattro anni di questi tempi che Ferian naviga nel web, rigorosamente fra amiche e amici con cui condividere ricordi, suggestioni, riflessioni, esperienze, perché trasformare una esperienza in coscienza è ancora uno degli impegni che contano in questo mestiere di vivere. Certo aiuta molto l’età che ti fa analizzare meglio molte cose e persone. I settant’anni in fondo non sono così male, se non fosse che vedi l’indicatore del carburante scendere inesorabilmente e sai che non esistono distributori dove rifare un pieno impossibile.

Sono passati infatti già quattro anni e tre libri, l’ultimo dei quali – il più importante – è stato una scommessa vinta. La presentazione all’Auditorium del Parco della Musica dell’aprile scorso, le parole di Adriana Cordero Lanza di Montezemolo, di Gianni Letta, di Paolo  Mieli, di Francesco Albertelli con la regia di Giovanna Reanda, sono cose che restano. Il Muro prosegue il suo percorso accidentato. D’altronde, raccontare una storia come quella della settimana di Via Rasella e delle Fosse Ardeatine con un taglio inedito e scomodo, non poteva essere una passeggiata. Non lo è stata e non lo è ma va bene così.

Quattro anni fa Michele, spalleggiato da Gabriele, mi aveva spiegato come poteva funzionare un blog, superando il mio assoluto scetticismo. Siamo invece ancora qui e sono successe tante cose, compreso il rischio in corso di una guerra nucleare e di una Europa assediata da due giganteschi  casi palesemente clinici, uno allevato nei dollari del peggior capitalismo americano, l’altro allevato invece nel sangue altrui secondo la miglior tradizione delle polizie segrete che da secoli insanguinano quella terra.

Sia quel che sia, auguri a tutti quelli che leggono queste pagine in città che amo e altre città che non conosco, a quelli che ascoltano la rassegna stampa e a quelli che si ricordano di una grande emittente romana, a quelli che ci conosciamo da tanto e a quelli che non ci siamo mai visti ma è come se ci conoscessimo. Di città in città, di luogo in luogo, dall’Arco di Augusto al Molo Audace, dalla salita di San Luca a Sant’Elena di notte con le ombre nella nebbia dei ragazzini sotto i mantelli e i chepì, dalla Feniglia a Portonovo a tante altre rade, dalla tragica Torre del Porto a pochi passi dalla Lanterna alla Scala dei Turchi a Punta Izzo al Molosiglio, visto dall’alto della terrazza del Circolo, a tutti quei luoghi insomma in cui ci si ritrova come ci si ritrova con vecchi amici che non vedi da una vita e è come se ci si fosse lasciati il giorno prima.

Auguri dunque a tutti noi per un Natale sereno e un buon Anno Nuovo. Non sono tempi facili ma se ha un senso il primato dell’intelligenza e della cultura, allora la posta vale il gioco.  Ritorna alla mente la lista dei sette peccati capitali che aveva con sé Gandhi quando venne ucciso. Merita ricordarli ancora una volta. Politica senza principi, ricchezza senza lavoro, piacere senza coscienza, conoscenza senza carattere, affari senza morale, scienza senza umanità, fede senza sacrificio. In fondo anche questi sette punti possono rappresentare un ottimo augurio in tempi come questi.

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