Gentile Carlo, lei è l’unico del quale sono riuscita a trovare un indirizzo mail. Volevo farle pervenire i miei ringraziamenti, i miei saluti e la mia nota di rammarico per il cambiamento nella conduzione di Stampa e Regime. Le copio la mail che ho inviato alla redazione. La ringrazio della sua presenza.
Gentile Direzione, gentile Redazione di Radio Radicale,
sono un’ascoltatrice affezionata di Stampa e Regime e desidero scrivervi prima di tutto per dire grazie.
Ho appreso con grande dispiacere che da settembre la trasmissione sarà affidata a un unico conduttore. Non metto in discussione le qualità professionali di Alessandro Barbano: quello che mi addolora è la perdita di quella coralità che, a mio avviso, rappresentava una delle ricchezze più preziose di Radio Radicale.
Vorrei soprattutto ringraziare i giornalisti che, negli anni, hanno dato un volto e una voce alla rassegna stampa.
Carlo Romeo, con la sua ironia garbata e mai sopra le righe, per me rappresenta un pezzo della storia vivente di Radio Radicale. Anche senza essere iscritta al Partito Radicale, nella sua voce ho sempre ritrovato un senso di continuità e di solidità. Sapere che era stato l’unico ad alternarsi con Massimo Bordin nella conduzione della rassegna stampa rende ancora più evidente, ai miei occhi, il valore storico della sua presenza. Con questa scelta ho la sensazione che se ne vada un altro pezzo importante dell’identità della radio.
Roberta Iannuzzi è stata, invece, la persona che mi ha fatto innamorare di Stampa e Regime. La sua voce, così melodica e profondamente radiofonica, la precisione nella lettura dei quotidiani, la serietà e la misura con cui accompagnava gli ascoltatori attraverso le notizie mi hanno fatto capire quanto una rassegna stampa potesse essere molto più di una semplice lettura dei giornali. È stata la voce che più di tutte mi ha fatto affezionare a questo appuntamento quotidiano.
E poi Flavia Fratello, che considero una delle voci più riconoscibili di Radio Radicale. Ho sempre apprezzato la sua capacità di affrontare anche le notizie più complesse con leggerezza, intelligenza e umanità, senza mai banalizzarle. Portava uno stile personale, brillante, capace di sorridere quando era possibile e di restituire, anche grazie a una sensibilità tutta sua, sfumature che rendevano ogni rassegna diversa dalle altre.
Naturalmente potrei citare anche gli altri giornalisti che si sono alternati negli anni. Ed è proprio questo il punto: ognuno aveva una personalità distinta, uno sguardo diverso, un modo differente di far emergere i temi della giornata. Questa pluralità era, per me, il tratto distintivo di Stampa e Regime.
Capisco che possano esserci ragioni organizzative o economiche dietro questa decisione. Tuttavia, da ascoltatrice, sento il bisogno di dirvi che ciò che temo di perdere non è un nome, ma un patrimonio di sensibilità, competenze e stili che rendeva questa trasmissione unica nel panorama radiofonico italiano.
Non posso inoltre fare a meno di notare che, tra le tante voci che hanno contribuito in questi anni alla qualità della rassegna, nessuna delle giornaliste sia stata scelta per raccogliere questa eredità. Non so se sia stata una coincidenza o il risultato di altre valutazioni, ma, da ascoltatrice, è un elemento che mi colpisce e mi lascia un senso di amarezza.
Qualunque sarà il futuro della trasmissione, desideravo che arrivasse ai conduttori storici il mio ringraziamento più sincero. Per me non sono mai stati semplici lettori di giornali: hanno rappresentato un appuntamento quotidiano con un giornalismo competente, rigoroso e profondamente rispettoso dell’intelligenza degli ascoltatori.
Grazie davvero per tutti questi anni.
Con stima,
Flavia Cantarella
