Riceviamo e pubblichiamo, come si diceva una volta. Grazie!
Buongiorno Carlo,
parto volentieri dalla forma, quella del blog, che di fatto è uno strumento oggi non più usuale, per molti, ma apprezzatissimo da quei tanti o pochi, che possono godere dello scorrere incessante della penna e del pensiero, senza limitazioni comunicative imposte dai caratteri.
Riguardo la sostanza, sono/siamo orfani della tua voce, che per cinque giorni barrava quell’agenda e che conduceva al cuore della notizia. Leggo con piacere questo vecchio, nuovo modo di scrivere e mi immagino i babbeh, conditi da molti mah, che facevano il paio con acute ed ironiche ma profonde e taglienti considerazioni sul livello dei giornali.
Sempre pronto a leggerti.
buon lavoro e buona settimana
Francesco Pasqui
