Logbook 419 – Tanto tanto tempo fa

La storia era un po’ surrealista quindi rientra nella migliore tradizione giudiziaria italiana. Tanto tanto tempo fa in una regione italiana e in un piccolo centro arroccato fra montagna e mare, qualcuno faceva girare della droga. I carabinieri intervennero e in conferenza stampa il loro comandante definì il gruppo in questione in un certo modo, peraltro previsto e ben approfondito dal codice penale.

La giornalista di una Radiotelevisione di Stato che seguiva la suddetta conferenza stampa riportò fedelmente quanto dichiarato testualmente dall’ufficiale. A questo punto – perchè l’Italia è un grande Paese – uno di quelli chiamati in causa dai carabinieri denunciò per diffamazione una marea di testate locali, colpevoli di avere ripreso quella definizione che era stata utilizzata dal comandante dei Carabinieri per i suddetti diciamo presunti commercianti in sogni sintetici. Cominciò quindi un processo a carico dei giornalisti e dei relativi direttori di testata, nonostante fossero state fornite ai giudici le registrazioni audio/video delle dichiarazioni fatte dai carabinieri in conferenza stampa e regolarmente riportate. Nulla da fare. 

Venne così denunciato anche chi scrive, allora giovane o quasi direttore responsabile della testata della suddetta Radiotelevisione di Stato, regolarmente emigrato all’estero. Carte bollate, pratiche, notifiche sparse lo inseguirono dunque per l’Italia perchè l’Italia non ama tradizionalmente chi si sposta per lavoro, memore del mito del posto fisso checcozaloniano. Insomma, alla via così.

Passarono dunque gli anni mentre tutti diventavano più vecchi e più saggi, tranne il sottoscritto che si limitava al primo aspetto di questo processo, senza minimanente riuscire purtroppo a attivarne contestualmente il secondo aspetto, non meno determinante. L’avvocato riminese continuava a seguire la pratica perchè era molto bravo e soprattutto – come tutti gli avvocati in gamba – molto paziente.

Un giorno, il 12 novembre del 2024, accadde però qualcosa. Un magistrato – se ne erano avvicendati infatti diversi – pose fine alla annosa vicenda con, fra l’altro, l’assoluzione piena del sottoscritto che quindi e conseguentemente rientrò nel novero delle persone per bene. Tutte le storie finiscono. A volte se finiscono bene c’è una morale, una morale che qui ci impegnamo a onorare, una volta che saremo riusciti in qualche modo a trovarla.

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